Cosa simboleggia la scarpa rossa?

Il 25 novembre, giornata contro la violenza sulle donne ed il femminicidio

Rosse, come il sangue versato dalle donne vittime di violenza di genere.

Scarpe, come il vuoto lasciato da figlie, sorelle, madri, mogli, amiche.

Elina Chauvet, attraverso la sua arte rende pubblica questa violenza per dimostrare quanto essa non sia né normale né tollerabile.

L’arte infatti può diventare un’occasione per unirsi contro un problema comune, nel tentativo di sconfiggerlo definitivamente.

Fu così che nel 2009 Elina cercò di sensibilizzare la società messicana, che si mostrava passiva di fronte alle molteplici scomparse.

Decise di dare visibilità a quell’invisibilità attraverso le scarpe rosse, poichè nella maggior parte dei casi era l’unica cosa che restava delle donne ammazzate, esponendole in modo da emulare una marcia silenziosa.

La sua silente manifestazione ebbe però un grande eco sulle coscienze dormienti, tanto che la sua iniziativa venne replicata in Argentina, Italia, Regno unito, Spagna, Ecuador come tributo per tutte quelle donne che non possono più camminare tra noi. 

“In Italia però, c’è ancora tanta consapevolezza da creare, tanto lavoro da fare. Avremmo bisogno di più artiste impegnate come Elina Chauvet”. Perchè l’arte, assicura Chauvet, “stimola riflessioni, e quindi un cambiamento nella mentalità”. Aiuta anche a portare fuori le vittime dal silenzio: “l’ho visto bene con il mio progetto delle scarpe rosse. Quando ho iniziato, erano poche le persone che parlavano pubblicamente della violenza sulle donne. Poi sono aumentate, tra loro anche chi aveva vissuto esperienze di dolore. Questo perché hanno trovato un canale di comunicazione, che ha creato un effetto domino. Io ho cominciato con trentatré scarpe, oggi sono oltre 300 le installazioni in tutto il mondo“.

Dalla sua prima realizzazione “Zapatos Rojos” ha toccato diverse città dell’ Italia  grazie alla  storica e critica d’arte Francesca Guerisoli, che l’ha portato per la prima volta in Europa, a Milano, il 18 novembre 2012. L’installazione da allora è divenuta, in Italia, la progenitrice dell’immagine simbolo delle donne vittime di violenza: la marcia delle scarpe rosse.